DIMENSIONI MASCHILI

Dr. Maria Cristina Iannacci

Spec. in Ginecologia e Ostetricia

Perf. in Sessuologia Clinica, Agopuntura e Omeopatia-Omotossicologia

Medico PNEI

www.iannacci.it

 

LE DIMENSIONI MASCHILI SONO IMPORTANTI?

 

Confesso che sono un po’ sorpresa che ci siano ancora dubbi sull’importanza delle dimensioni maschili per avere un rapporto sessuale soddisfacente. Spesso sono i giovani uomini che si pongono questo quesito, giovani non solo di età ma anche di esperienza fra le lenzuola!

Eppure molte donne continuano a rivolgermi questa domanda…

 

Esistono dimensioni del pene a riposo molto variabili da soggetto a soggetto ma in erezione le differenze si appianano e i falli (termine che indica il pene in erezione) si assomigliano un po’ tutti. Ciò che varia è il calibro, la forma e le eventuali deviazioni dell’asse. Volendo essere scientifici e pignoli il micropene, che limita fortemente la piena riuscita del rapporto sessuale, con penetrazione vaginale, è quello inferiore ai 7.2 cm di lunghezza: genitali maschili i erezione che superino quel valore sono da considerarsi una risorsa per la coppia. Anche per quanto riguarda il calibro e le forme si può dire anche falli non perfetti permettono buone performance sessuali e più avanti chiarirò il perché. Mi preme sottolineare invece che la deviazione del fallo rappresenta un problema reale, a tal punto da consigliare la consulenza per eventuale correzione, qualora la curvatura dovesse essere accentuata e rivolta verso il basso. Le lievi e medie curvature laterali e verso l’alto non compromettono la felicità sessuale.

 

Allora perché farsi tanti problemi?

 

  1. La stragrande maggioranza delle richieste di aumento di volume dei genitali riguarda ragazzi/uomini incerti sulle proprie capacità sessuali, sulla propria identità o molto sensibili al confronto con altri maschi sia in situazioni di nudità, docce post attività fisica sia addirittura… vestiti. Non a caso viene richiesto un aiuto non tanto per la consistenza del “fallo” quanto per rimpolpare la visione del “pacco regalo” da scartare. Non problemi fisici, quindi, ma tentativo di negare i disagi del sentire, dell’entrare in contatto con la propria emotività di essere maschio, spostando l’attenzione su una presunta insufficienza organica, materiale.

 

  1. La stragrande maggioranza delle consulenze al femminile riguardanti le “dimensioni maschili” sono di tenore diametralmente opposto. Uomini troppo grandi, troppo lunghi, troppo violenti, “troppo”. Le consulenze per scarse dimensioni del genitale del partner posso contarle sulla punta delle dita, le descrizioni di contenimento impegnativo fino al franco dolore, sia all’introduzione che alla penetrazione profonda, invece, sono frequenti e colorate di disagio e preoccupazione(*). In entrambi i casi viene tirato in ballo il dubbio sulle dimensioni maschili che in realtà non c’entrano affatto.

 

Durante l’eccitazione sessuale femminile si assiste ad un notevole allungamento della vagina sia per riempimento delle strutture erettili che circondano l’ingresso vaginale sia per “sollevamento” dell’utero. Non esiste vagina eccitata che non possa contenere anche un imponente fallo! Tuttavia insistere con movimenti coitali profondi e ripetuti provoca stiramento del legamenti che ancorano l’utero, avvertito dalla donna come doloroso. Anche la penetrazione con fallo non eccelso in donna con vagina ampia, da pregressi parti, può risultare inefficace per portare la donna al piacere.

 

Se si riuscisse a capire che ogni donna è diversa, che va esplorata (da entrambi, non solo dal maschio!) e che probabilmente i punti sensibili in vagina che accendono veramente la donna non sono in profondità ma sulle pareti, soprattutto quella anteriore, forse anche i dubbi riguardanti le dimensioni cadrebbero definitivamente, lasciando il posto ad altri che coinvolgono le capacità amatorie, la sensibilità, la propensione al gioco delle posizione, ritmo e angolazioni.

In sostanza, se non si ha a che fare proprio con un micro fallo, vale la pena di lasciarsi andare all’esperienza erotica agendo in prima persona e anche un po’ egoisticamente, scrollandosi di dosso una volta per tutte i dubbi sulle dimensioni maschili.

E… non pensiamo sempre che se la donna non sente niente è perché lui ce l’ha piccolo!!!

 

 

Dr. Maria Cristina Iannacci

 

(*) v. articolo “Quando il sesso fa male” sul blog “iannacci.wordpress.com”

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Informazioni su m. cristina iannacci

Medico-Chirurgo, Specialista in Ginecologia e Ostetricia Perfezionata in Sessuologia Clinica Perfezionata in Medicina Tradizionale Cinese (Agopuntura e Farmacologia Tradizionale Cinese) Perfezionata in Omotossicologia e Medicine Integrate Master Universitario II livello in PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e Low Dose Medicine www.iannacci.it
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