Sesso, Ormoni Bioidentici e Low Dose Medicine

Dr. Maria Cristina Iannacci

Spec. in Ginecologia e Ostetricia

Perf. in Sessuologia Clinica, Medicina Tradizionale Cinese, Omotossicologia, P.N.E.I.

 

Sesso, Ormoni Bioidentici e Low Dose Medicine

 

La Sessualità dopo i 50 anni. Un aiuto dagli Ormoni Bioidentici in associazione con la Low Dose Medicine

Patrizia, 52 anni, ha una figlia grande ed è felicemente in coppia. È una libero-professionista, con livelli di stress notevoli, ma soddisfatta delle proprie scelte professionali e sociali. In menopausa da un paio di anni, non sente la necessità di una terapia.

C’è una cosa però che la angustia negli ultimi tempi. Il cambiamento di un aspetto importante della sua vita di donna, che ha sempre colorato di felicità, soddisfazione ed autostima la sua esistenza, il sesso. Il desiderio è vistosamente calato, la risposta sessuale è decisamente povera.

Annamaria, 55 anni, da 7 anni in menopausa è stanca di terapie ormonali sostitutive, gli effetti collaterali su di lei sono diventati insopportabili e la sessualità non è affatto migliorata.

Dopo due parti e due episiotomie, le fu consigliato un trattamento per nutrire le strutture vulvari atrofizzate in seguito alla carenza di estrogeni. La scelta cadde sulla TOS, trattamento ormonale sostitutivo, alla luce anche del quadro clinico generale, caratterizzato da sintomi vasomotori, alterazioni del tono dell’umore e disturbi del sonno.

Ad entrambe le paziente è stata somministrata una terapia orale con Drenante di Matrice e BetaEstradiolo a concentrazioni fisiologiche (Low Dose Medicine) in associazione con applicazione bisettimanale di gel vegetale con Ormoni Bioidentici, Estriolo e Testosterone su genitali esterni e polsi.

Dopo tre settimane di terapia e dopo due mesi dall’inizio ho risentito e poi rivisto le pazienti.

La descrizione del cambiamento è molto suggestiva.

Annamaria ha trovato un suo equilibrio.

Da un lato la paziente sente la mente più disponibile all’incontro erotico, a richiedere la vicinanza del marito, a ricercare il piacere sessuale, dall’altro capisce che il corpo risponde più prontamente, la lubrificazione è funzionale al rapporto e l’intensità dell’orgasmo comincia a raggiungere i livelli precedenti al periodo critico. Anche la vulva sembra fisicamente ritrovata.

 

Patrizia parla invece di un aspetto della sessualità che prima non avvertiva. Un cambiamento

La sensazione descritta con più entusiasmo, felicità e un pizzico di sorpresa è sicuramente quella legata ad una maggiore esigenza di essere penetrata per il piacere sessuale. Patrizia fa parte di quel folto gruppo di donne (50%, per alcuni Autori addirittura il 70%) che descrivono come ottimale il rapporto in cui coesistono contemporaneamente stimolazione del clitoride e penetrazione. Senza la stimolazione del clitoride non è possibile arrivare al riflesso orgasmico.

Ed è proprio lei a sentire maggiormente questa sottile sfumatura, descritta come se all’improvviso la vagina avesse più voce in capitolo nella stimolazione pro orgasmo, pur rimanendo necessario il contributo clitorideo per il raggiungimento dell’estasi. È risaputo che la stimolazione delle pareti vaginali durante la penetrazione attivi un circuito sensitivo Spino-Reticolo-Talamico, caratterizzato da più sinapsi rispetto allo Spino-Talamico, circuito che raccoglie gli stimoli provenienti dalle terminazioni nervose del clitoride. L’orgasmo ottenuto con la pura stimolazione vaginale è più lento e colorato da emotività rispetto a quello ottenuto esclusivamente col clitoride. Per questo la donna che si conosce bene ricerca entrambe le componenti sensoriali!

L’esperienza di Patrizia mi induce a pensare che questa terapia sia facilitante sulla componente affettiva più spiccatamente rispetto alla ricerca del puro piacere orgasmico. Quasi una terapia per la coppia più che per la donna.

È ipotizzabile un effetto diretto della terapia sulle strutture cerebrali? Gli estrogeni Low Dose del resto sappiamo che risvegliano i recettori per gli steroidi in tutto l’organismo. Senza un pretrattamento con minime dosi di estrogeni il testosterone è quasi del tutto inefficace persino nel trattamento delle distrofie vulvari.

Per il momento questo tipo di terapia sembra uno strumento interessante e di semplice utilizzo, ma prescrivibile solo a donne senza controindicazioni all’uso di ormoni steroidi dal punto di vista medico e solo da medici con precise specializzazioni.

 

Dr. Maria Cristina Iannacci

www.iannacci.it

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Informazioni su m. cristina iannacci

Medico-Chirurgo, Specialista in Ginecologia e Ostetricia Perfezionata in Sessuologia Clinica Perfezionata in Medicina Tradizionale Cinese (Agopuntura e Farmacologia Tradizionale Cinese) Perfezionata in Omotossicologia e Medicine Integrate Master Universitario II livello in PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e Low Dose Medicine www.iannacci.it
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